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Assemblea di associazioni riunita attorno a un tavolo, gli albergatori italiani in Europa

Albergatori italiani in Europa, due nomi ai vertici di Hotrec

Albergatori italiani in Europa, due nomi ai vertici di Hotrec

La 93esima assemblea generale della confederazione europea dell’ospitalità ha scelto a Vilnius i propri organi per il biennio 2027-2028. Due posti vanno all’Italia, in un momento in cui a Bruxelles si lavora su distribuzione online, pagamenti digitali, identità digitale, efficienza energetica e regole del lavoro.

Gli albergatori italiani in Europa avranno due voci dentro gli organi di Hotrec per il biennio 2027-2028. Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio, è stato eletto nel comitato esecutivo, l’organo che definisce le linee strategiche della confederazione. Angelo Giuseppe Candido, vicedirettore di Federalberghi, entra nel comitato per il dialogo sociale settoriale, quello che tiene il filo con le organizzazioni europee dei lavoratori del comparto. Le elezioni si sono tenute il 13 ottobre a Vilnius, nel corso della 93esima assemblea generale.

Chi è stato eletto e in quali organi entra

L’assemblea ha confermato alla presidenza Alexandros Vassilikos, della Hellenic Chamber of Hotels, per il terzo mandato consecutivo, con Morten Thorvaldsen di NHO Reiseliv alla vicepresidenza e Adrian Cummins della Restaurants Association of Ireland alla tesoreria. Il comitato esecutivo eletto per i prossimi due anni conta otto membri: insieme a Calugi ci sono Hans Kant per i Paesi Bassi, Ludo Geurden per il Belgio, Ramon Estalella per la Spagna, Markus Luthe per la Germania, Elisabeth Haglund per la Svezia, Simona Constantinescu per la Romania e François Gauthier per la Francia.

Il comitato per il dialogo sociale settoriale resta guidato dal finlandese Sami Nisametdin e vede Candido accanto a Laura Naghi, Fatima Hollander e Karina Lafrenz. L’assemblea ha anche istituito un comitato finanziario, affidato al croato Bernard Zenzerovic e all’islandese Johannes Thor Skulason. Il prossimo appuntamento è la 94esima assemblea, in programma a Santorini dal 21 al 23 aprile 2027.

Che cosa è Hotrec e perché la guardano gli albergatori italiani in Europa

Hotrec riunisce 47 associazioni nazionali di 36 Paesi e rappresenta oltre due milioni di imprese tra ricettivo e ristorazione, con circa dieci milioni di addetti. È il perno della rappresentanza europea del settore, l’interlocutore che la Commissione e il Parlamento europeo riconoscono quando si tratta di capire come una norma ricadrà su un hotel o su un ristorante, e produce studi che poi finiscono nei documenti di lavoro delle istituzioni.

Per gli albergatori italiani in Europa il punto non è la cortesia istituzionale, ma la materia. Una delle ricerche più citate dell’ultimo anno è proprio quella sulla distribuzione: secondo i dati raccolti dalla confederazione Booking ed Expedia valgono l’85,4 per cento delle prenotazioni intermediate in Europa, una concentrazione che pesa sulle commissioni e sulla libertà tariffaria di ogni singola struttura.

Quali dossier pesano nel biennio 2027-2028

Nei mesi precedenti l’assemblea la confederazione ha lavorato su competitività, digitalizzazione e distribuzione, sostenibilità ed efficienza energetica, lavoro e competenze, evoluzione del quadro normativo europeo. A Vilnius la discussione ha toccato le prospettive del turismo europeo, la resilienza e i consumi energetici delle strutture, i pagamenti digitali, il portafoglio europeo di identità digitale e il futuro della ristorazione.

Sono tutti temi che hanno già un equivalente nei bilanci italiani. L’energia, per esempio: il conto degli alberghi italiani è salito di 164 milioni di euro nel secondo semestre, e le regole europee sull’efficienza degli edifici decideranno quanta parte di quella spesa diventerà investimento obbligato. Lo stesso vale per i dati: l’obbligo di comunicazione sugli affitti brevi, che in Italia si è tradotto nel codice identificativo nazionale e in oltre 506mila strutture censite su 590mila, nasce da un regolamento europeo discusso anche in quei tavoli.

Come funziona la rappresentanza europea del settore

La rappresentanza europea non scrive le norme. Produce posizioni, dati e pressione nelle fasi in cui un testo si può ancora correggere, cioè molto prima che arrivi in Gazzetta. Il dialogo sociale settoriale è il canale in cui le associazioni dei datori di lavoro e i sindacati europei del comparto si confrontano su salute e sicurezza, formazione, qualità del lavoro e carenza di personale, con documenti congiunti che poi orientano le politiche nazionali.

Il capitolo lavoro è quello che tocca più da vicino la gestione quotidiana. La carenza di personale è fra i temi dichiarati per il biennio e in Italia si misura stagione dopo stagione, nei piani di assunzione dei gruppi e nella difficoltà a coprire alcune posizioni: lo si è visto di recente con le 1.400 posizioni aperte da un solo gruppo alberghiero per il 2027. Nel dialogo sociale settoriale europeo numeri come questi diventano argomenti su formazione, riconoscimento delle qualifiche e mobilità dei lavoratori, materie che dall’Europa tornano poi nei contratti nazionali e nei bandi di formazione.

Marie Audren, direttrice generale di Hotrec, ha sintetizzato l’obiettivo del biennio dicendo che la priorità resta trasformare la realtà quotidiana delle imprese dell’ospitalità in soluzioni politiche europee praticabili. Il peso del contributo italiano dipenderà da quanto le associazioni nazionali riusciranno a portare in quelle sedi dati solidi e casi concreti, non posizioni di principio. Sul piano interno la richiesta è la stessa che Confindustria Alberghi ha rilanciato chiedendo un piano decennale per il turismo.

Dai tavoli di Vilnius al banco della reception

Per gli albergatori italiani in Europa la distanza tra un comitato di Bruxelles e la gestione quotidiana di una struttura è più breve di quanto sembri. Commissioni delle agenzie online, clausole di parità, obblighi di trasmissione dei dati, requisiti energetici degli edifici, formazione e contratti: sono tutte voci che nascono o si modificano a Bruxelles e arrivano poi nei conti di fine mese.

Avere due nomi italiani dentro la rappresentanza europea del comparto non garantisce un esito, ma cambia la probabilità che il punto di vista di chi gestisce alberghi e ristoranti in Italia sia nei documenti di partenza e non solo nelle osservazioni finali. La parte che resta agli operatori è meno visibile e più utile: segnalare alle proprie associazioni, con numeri alla mano, dove una regola europea funziona e dove si trasforma in costo. È il materiale con cui si lavora in quelle stanze.

Fonti: Fipe-Confcommercio, comunicato del 13 ottobre 2026; Hotrec, 93esima assemblea generale di Vilnius, comunicato sugli organi per il biennio 2027-2028; Federalberghi; TTG Italia; EFA News.

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