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Resort di montagna con piste da sci e vette innevate sullo sfondo

Bluserena rilancia il resort di montagna al Sansicario Majestic

Bluserena rilancia il resort di montagna al Sansicario Majestic

La struttura di Cesana Torinese torna operativa il 18 dicembre e resta l’unico presidio in quota di un gruppo nato sul mare. Il modo in cui è stata costruita l’offerta dice parecchio su come sta cambiando la domanda invernale, dentro e fuori dalle piste.

Il resort di montagna del gruppo Bluserena riapre il 18 dicembre 2026 con l’Hotel Sansicario Majestic, a 1.700 metri in Alta Valle Susa, a otto chilometri da Sestriere e venti dal confine francese. La struttura affaccia sul Monte Chaberton ed è collegata al comprensorio della Vialattea da una navetta che raggiunge gli impianti in circa tre minuti.

È l’unica struttura in quota di una catena costruita sui villaggi balneari del Centro e del Sud. Un’eccezione che vale la pena leggere, perché racconta come un operatore abituato alla stagione estiva prova a far funzionare i mesi freddi.

Che cosa riapre il 18 dicembre in Alta Valle Susa

La posizione è il primo argomento. L’Alta Valle Susa è una delle poche aree italiane in cui un albergo può appoggiarsi a un carosello sciistico di dimensione internazionale senza trovarsi dentro una località satura. La Vialattea mette a disposizione oltre 400 chilometri di piste collegate e settanta impianti di risalita, distribuiti tra i 1.380 e i 2.800 metri.

Per una struttura significa poter promettere varietà senza dover spostare gli ospiti in auto ogni mattina. La navetta da tre minuti è un dettaglio operativo che pesa più di molte dotazioni in camera: elimina il problema logistico che normalmente apre la giornata di una famiglia in vacanza sulla neve.

Un resort di montagna costruito attorno alla famiglia

L’impianto di servizi è quello tipico dei villaggi del gruppo, trasferito in quota. Piscina panoramica riscaldata e centro wellness, palestra attrezzata, deposito sci riscaldato con noleggio dell’attrezzatura in loco, Mini Club e Junior Club per le fasce più giovani, una Dog Room per animali fino a dieci chili.

Il deposito sci riscaldato con noleggio interno è la voce che chi lavora in montagna riconosce subito. Toglie all’ospite due passaggi fuori dalla struttura e tiene dentro l’albergo una marginalità che di solito esce verso i negozi a valle. Il Mini Club, allo stesso modo, non è un servizio accessorio: è la ragione per cui un genitore sceglie una struttura invece di un appartamento.

La stagione invernale non vive più solo di discese

La parte più interessante è l’offerta per chi non scia o non scia tutti i giorni. Ciaspolate, escursioni in motoslitta, Alpine Yoga, uscite in Snow e-Fatbike, itinerari gastronomici sul territorio. Non sono riempitivi: sono la risposta a una stagione invernale in cui la quota di ospiti che compra il soggiorno senza comprare lo skipass cresce anno dopo anno.

È anche una forma di copertura del rischio. Una stagione invernale con poca neve o con aperture ritardate mette in difficoltà qualsiasi struttura che abbia legato il proprio conto economico soltanto agli impianti. Avere un secondo motore, fatto di esperienze e di wellness, significa poter vendere la settimana anche quando il meteo non collabora.

Perché un gruppo nato sul mare tiene un presidio in quota

Il Sansicario Majestic resta l’unica struttura di montagna di Bluserena. In un portafoglio costruito sui grandi villaggi estivi, una sola presenza invernale non sposta i numeri complessivi. Sposta però due cose che contano: la possibilità di parlare con il proprio database anche nei mesi in cui il mare è chiuso, e la costruzione di un rapporto annuale con le famiglie già acquisite.

È la stessa logica che spinge altri gruppi italiani a diversificare il prodotto senza cambiare mestiere. Lo abbiamo visto quando BWH ha portato in Italia una collezione dedicata al glamping: si aggiunge una tipologia, non si stravolge l’identità della catena.

La montagna italiana sta crescendo, ma non ovunque allo stesso modo

I dati delle ultime stagioni dicono che la montagna italiana ha smesso di essere il capitolo minore del turismo nazionale. In Toscana, per restare a un esempio recente, le presenze in montagna sono cresciute del 4,9 per cento nell’estate 2026, più della media regionale.

La crescita della stagione invernale però non è omogenea. Premia le aree che hanno investito su accessibilità, servizi e attività oltre lo sci, e lascia indietro le località che continuano a vendere soltanto il metro di neve. In Alta Valle Susa l’infrastruttura c’è: la partita si gioca su come viene confezionata l’esperienza attorno a quell’infrastruttura.

Il nodo che nessuna riapertura risolve da sola: il personale

Una riapertura a metà dicembre significa selezionare, assumere e formare tra ottobre e novembre, in una finestra che si sovrappone a quella di tutte le altre strutture del comprensorio. In Alta Valle Susa, come in gran parte dell’arco alpino, il bacino locale non basta e una quota consistente dello staff arriva da fuori regione.

Da qui dipendono due voci che finiscono dritte nel conto economico: l’alloggio del personale e il tempo di formazione. Chi riesce a richiamare gli stessi collaboratori della stagione precedente parte con settimane di vantaggio sul servizio. Chi ricomincia ogni anno da zero paga il ritardo nelle prime recensioni di gennaio, quando la struttura è piena e i margini di errore sono minimi.

Che cosa può prendersi chi gestisce una struttura in quota

Tre elementi di questo riposizionamento si possono copiare anche senza avere alle spalle un gruppo, e valgono per qualsiasi resort di montagna. Il primo è togliere frizione all’ospite: noleggio in struttura, deposito caldo, navetta con orari certi e comunicati prima dell’arrivo. Il secondo è costruire un calendario di attività non sciistiche vendibili singolarmente, che diventano ricavo aggiuntivo e argomento di vendita.

Il terzo è il più difficile: decidere per chi si lavora. Una struttura che sceglie la famiglia organizza gli spazi, gli orari dei pasti e il personale in un modo; una che punta sullo sciatore esperto ne sceglie un altro. Il resort di montagna che prova a essere entrambe le cose finisce per non essere convincente per nessuno dei due, e lo si legge nelle recensioni molto prima che nel budget.

Fonti: GuidaViaggi, 24 settembre 2026; comunicazione del gruppo Bluserena sulla riapertura dell’Hotel Sansicario Majestic; Hospitality Business Magazine Italia, archivio.

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