Il gruppo della famiglia Vedani ha due progetti aperti: uno a Venezia, affacciato sul Canal Grande, e uno in montagna. Due mosse che raccontano una strategia precisa, fatta di poche aperture scelte una per una e di un’idea di lusso che si allontana dall’ostentazione.
Planetaria Hotels prepara un hotel extra luxury sul Canal Grande. Lo ha confermato l’amministratore delegato Sofia Gioia Vedani, che ha parlato di un cantiere importante e particolarmente complesso, senza indicare né il numero di camere né la data di apertura. È il progetto più visibile di una fase in cui il gruppo milanese continua a cercare occasioni di acquisto invece di limitarsi a gestire il portafoglio esistente.
Accanto a Venezia, il secondo fronte è la montagna: una destinazione alpina sulla quale il gruppo sta lavorando, dopo anni di presenza concentrata soprattutto nelle città.
Dove nasce il nuovo hotel extra luxury di Venezia
Il progetto veneziano non nasce dal nulla. Planetaria aveva già acquisito in laguna una struttura a Dorsoduro, ceduta da una storica famiglia veneziana. L’hotel extra luxury sul Canal Grande si aggiunge quindi a una presenza già avviata e alza l’asticella del posizionamento.
Venezia resta uno dei mercati più contesi d’Europa per il segmento alto. Nelle ultime settimane la città ha visto muoversi capitali su fasce molto diverse: dall’apertura al Tronchetto di un albergo da 406 camere sul segmento economy fino alle trattative sugli indirizzi storici del Canal Grande.
Perché un cantiere sul Canal Grande è un’operazione lunga
Chi ha lavorato su un edificio storico veneziano sa che cosa significa. Vincoli della soprintendenza, logistica di cantiere via acqua, umidità e maree, impianti da far convivere con murature che non si possono toccare. I tempi si allungano e i costi per camera salgono ben oltre la media nazionale.
È anche la ragione per cui le operazioni di questo tipo restano appannaggio di chi ha capitale paziente. Un hotel extra luxury in laguna non si ripaga con la stagione successiva: si ripaga con un posizionamento tariffario che regge negli anni e con una clientela che torna.
Il secondo fronte: la montagna
L’interesse per la montagna è la novità meno appariscente ma forse più indicativa. Planetaria Hotels è cresciuta nelle città, dove la domanda è distribuita sull’anno e il mix business e leisure protegge dai vuoti stagionali. La montagna funziona in modo diverso: due stagioni forti, una spalla estiva che cresce e un rischio climatico che oggi entra in qualsiasi piano finanziario.
Il gruppo non ha indicato la destinazione né i tempi. Ma la direzione conferma una tendenza che attraversa il mercato italiano: l’alta quota è tornata a interessare gli operatori urbani, che ci vedono una diversificazione e non più una scommessa.
Che cosa intende Planetaria Hotels per nuovo lusso
La definizione di lusso data da Vedani è la parte più utile per chi gestisce una struttura, a qualsiasi livello di prezzo. Il nuovo lusso, dice, è privacy, discrezione, spazio, silenzio, una vista che appartiene solo a chi la guarda, esclusività. Non elenca materiali pregiati, non parla di dotazioni.
È un elenco fatto quasi tutto di cose che si sottraggono, non che si aggiungono. Meno rumore, meno persone negli spazi comuni, meno esposizione. Una griglia che si può applicare anche a un quattro stelle di provincia, dove il valore percepito passa spesso da una colazione senza code e da una camera che non affaccia sul cortile di servizio.
Investimenti alberghieri, la caccia continua
Vedani ha descritto il proprio lavoro come una ricerca costante di occasioni: investire, guardare avanti, tenere il gruppo in movimento tra consolidamento e crescita. È una postura che si ritrova in buona parte del mercato italiano, dove gli investimenti alberghieri si stanno spostando dagli asset già a reddito verso gli immobili da riposizionare.
Ne abbiamo scritto analizzando come i capitali stiano puntando sugli hotel da ripensare: edifici con una posizione forte e una gestione da rifare, acquistati per essere trasformati. Il progetto veneziano di Planetaria Hotels rientra esattamente in questa categoria, e gli investimenti alberghieri su immobili vincolati restano quelli che chiedono più tempo e più capitale.
Venezia, domanda alta e regole sempre più strette
Il contesto in cui si muove il progetto non è neutro. Venezia è la città italiana che più di ogni altra sta provando a governare i flussi con strumenti amministrativi, dal numero chiuso nei giorni di punta alla revisione del contributo di accesso, che può salire fino a 30 euro. Per chi investe sull’alta fascia questo pesa meno che altrove, perché il cliente di un hotel extra luxury non rinuncia al soggiorno per una tassa giornaliera.
Pesa molto di più, invece, sul modo in cui la città verrà raccontata nei prossimi anni. Un indirizzo di lusso sul Canal Grande vende silenzio e distanza dalla folla: paradossalmente, più la città stringe sulle presenze giornaliere, più quel tipo di prodotto guadagna valore agli occhi di chi lo compra.
Resta il nodo del personale, che a Venezia è strutturale. Le strutture del segmento alto competono per gli stessi profili con un costo della vita cittadino che non aiuta, e il pendolarismo da Mestre e dalla terraferma è ormai la norma. Qualsiasi piano di apertura in laguna deve mettere in conto anche questo, ben prima del giorno dell’inaugurazione.
Un segnale per chi ragiona sul proprio posizionamento
Per un albergatore che non compete nel segmento extra luxury, la notizia dice comunque qualcosa. Primo: nelle città d’arte italiane la parte alta del mercato continuerà ad attrarre capitali, e questo sposterà verso l’alto le tariffe di riferimento della destinazione. Secondo: il vantaggio competitivo di un gruppo come Planetaria non sta nella dimensione, ma nella scelta di aprire poco e bene.
È una strategia replicabile su scala minore. Sapere che cosa si è, per chi si lavora e su quale promessa si costruisce il prezzo vale più di dieci nuove dotazioni in camera. Chi gestisce una struttura indipendente lo sa già, ma vederlo applicato da chi investe su un palazzo veneziano aiuta a ricordarselo.
Fonti: GuidaViaggi, 24 settembre 2026; Travel Quotidiano, 24 settembre 2026; dichiarazioni di Sofia Gioia Vedani, amministratore delegato di Planetaria Hotels.
Seguici sui canali HB: la pagina LinkedIn di Hospitality Business Magazine Italia, la Newsletter dell’Albergatore e il magazine.
