Dopo il debutto negli Stati Uniti, la collezione di BWH Hotels dedicata alle strutture outdoor di fascia alta guarda all’Europa e all’Italia. Un segnale che arriva mentre fondi e investitori istituzionali scoprono il turismo all’aria aperta e ne cambiano le regole, dalla proprietà alla gestione.
Il glamping entra nei grandi network alberghieri anche in Italia. BWH Hotels, il gruppo a cui fanno capo Best Western e WorldHotels, porta in Europa WorldHotels Backdrop, la collezione per strutture outdoor di fascia alta lanciata ad aprile negli Stati Uniti, e punta ad annunciare a breve i primi ingressi, con obiettivi dichiarati anche sul mercato italiano. Lo ha spiegato a GuidaViaggi Fabrizio Doria, chief development officer di BWH Hotels.
La notizia conta per due motivi. Il primo è che un gruppo con circa 4.300 alberghi in oltre cento paesi considera ormai il glamping un prodotto da collezione, con standard e distribuzione propri. Il secondo è che accade mentre l’intero comparto dell’ospitalità all’aria aperta attira capitali istituzionali come mai prima.
Che cos’è WorldHotels Backdrop
La collezione è stata presentata da WorldHotels il 14 aprile 2026. Riunisce glamping di fascia alta e strutture outdoor, con tende attrezzate e cabin, collocate in contesti paesaggistici: montagna, costa, ingressi dei parchi nazionali. Le prime strutture annunciate sono negli Stati Uniti, tra lo Utah e il North Carolina, con un lodge in Honduras in arrivo. Il gruppo ha indicato come aree di sviluppo il Vietnam, l’Africa con proposte safari e l’Australia.
L’Europa, nel comunicato di lancio, non compariva. È la novità di queste ore: secondo Doria il modello è pronto per essere proposto agli operatori europei, Italia compresa, e i primi ingressi sono attesi in tempi brevi. Nomi e numeri non sono ancora stati comunicati.
Cosa offre un network a una struttura glamping
Il punto di forza su cui BWH insiste è la combinazione tra autonomia e servizi di rete. La struttura mantiene la propria identità e la gestione resta al proprietario, mentre il gruppo mette a disposizione sistemi di prenotazione, vendita e revenue management, la distribuzione internazionale, il programma fedeltà WorldHotels Rewards, oltre a formazione e consulenza commerciale.
Per un operatore outdoor, spesso nato come impresa familiare con una clientela fidelizzata ma poco visibile sui mercati lontani, l’accesso a un sistema di distribuzione e a una base di clienti iscritti a un programma fedeltà può fare la differenza. È la stessa logica che spinge le catene a investire sulla fidelizzazione, come abbiamo visto con il nuovo programma fedeltà di UNA Italian Hospitality: il cliente registrato vale più di una prenotazione singola.
Il mercato di riferimento è in crescita. Secondo Grand View Research, citata da BWH e dalla stampa specializzata americana, il segmento valeva nel mondo 3,79 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe arrivare a 7,87 miliardi nel 2033. Nel 2025 i viaggiatori tra i 18 e i 32 anni hanno generato il 43,9% dei ricavi del segmento, un pubblico giovane che molte strutture alberghiere tradizionali faticano a intercettare.
Perché i capitali guardano all’outdoor hospitality
L’interesse di BWH si inserisce in una trasformazione più ampia, descritta oggi da GuidaViaggi in un’analisi sull’outdoor hospitality europea. Il comparto dei campeggi e dei villaggi sta passando da una gestione prevalentemente familiare a una gestione professionale e istituzionale, e la separazione tra proprietà immobiliare e gestione operativa sta diventando lo standard delle operazioni finanziarie.
I numeri citati spiegano l’attrattiva. Nel mercato francese dei campeggi i rendimenti attesi dagli investitori si aggirano intorno al 6%, e nelle strutture meglio gestite i margini operativi lordi possono superare il 50%. In Spagna e Portogallo la piattaforma wecamp, controllata da Meridia Capital, ha raddoppiato il fatturato annuo a 20 milioni di euro tra il 2024 e il 2025, con 16 strutture e oltre 3.000 unità.
Il caso italiano di Club del Sole
L’Italia ha già vissuto il suo primo passaggio di questo tipo. A marzo 2026 Club del Sole, gruppo forlivese che gestisce una trentina di villaggi e campeggi nel Centro-Nord, ha concluso con Swiss Life Asset Managers France un’operazione di sale and operating lease back su cinque villaggi turistici in Emilia-Romagna, con oltre 2.800 unità abitative. Gli immobili sono passati all’investitore, la gestione è rimasta a Club del Sole con un contratto di locazione operativa di lungo periodo. È stata presentata come la prima operazione di questo genere nel turismo open air italiano.
Il gruppo ha spiegato di voler usare le risorse liberate per acquisizioni, partnership e diversificazione geografica, in una fase di crescita a doppia cifra dei ricavi. Nelle scorse settimane Club del Sole ha avviato anche una campagna di selezione per oltre 1.500 posizioni, di cui abbiamo scritto nel pezzo sul recruiting di sala e cucina e dei 1.500 posti di Club del Sole.
Anche i dati ufficiali vanno nella stessa direzione. Nel secondo trimestre 2026, secondo Istat, le presenze nelle strutture extralberghiere, che comprendono campeggi e villaggi, sono cresciute del 5,6%, contro il 2,4% degli alberghi. Il dettaglio è nel nostro pezzo sui dati Istat del secondo trimestre.
Una scelta da valutare con i numeri alla mano
Per chi gestisce un campeggio, un villaggio o un’area di tende attrezzate in Italia, l’arrivo di collezioni internazionali allarga le possibilità: restare indipendenti, aderire a un network, aprire il capitale a un investitore mantenendo la gestione. Nessuna di queste strade è giusta in astratto. Le condizioni economiche dell’affiliazione a WorldHotels Backdrop non sono state rese note, e la valutazione dipenderà da quanto la distribuzione internazionale e il programma fedeltà sapranno portare in più rispetto ai canali già attivi.
C’è poi una riflessione che riguarda anche gli albergatori tradizionali. L’outdoor di fascia alta non è più una nicchia per pochi appassionati: ha un pubblico giovane e ora anche marchi internazionali. Per un resort in montagna o al mare con spazi esterni, capire se e come integrare unità outdoor nella propria offerta potrebbe diventare una delle domande dei prossimi anni.
Fonti: WorldHotels, comunicato di lancio di WorldHotels Backdrop, 14 aprile 2026; GuidaViaggi, intervista a Fabrizio Doria e analisi sull’outdoor hospitality europea, 21 settembre 2026; Club del Sole, comunicato del 24 marzo 2026; Grand View Research, dati riportati da Hotel Dive; Istat, Flussi turistici II trimestre 2026.
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