Riqualificazione degli asset, nuove destinazioni fuori da Sicilia e Sardegna, modello di management company, partnership con i marchi internazionali e, dal 2028, Spagna, Portogallo e Grecia. Il presidente Marcello Mangia mette in fila le direttrici del gruppo e apre a una domanda che riguarda tutto il settore: si può costruire un grande operatore nazionale senza perdere l’identità dei luoghi.
Una catena alberghiera italiana di scala, capace di imparare dai grandi gruppi internazionali su managerialità, tecnologia, revenue management e distribuzione senza copiarne il modello: è l’obiettivo che Marcello Mangia, presidente e amministratore delegato di Mangia’s, ha illustrato in un’intervista pubblicata da GuidaViaggi il 18 settembre. Il gruppo siciliano, che oggi gestisce 17 strutture tra Sicilia e Sardegna con oltre un milione di presenze l’anno, guarda a Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e destinazioni urbane, e tra il 2028 e il 2030 a Spagna, Portogallo e Grecia. Il piano arriva tre giorni dopo l’accordo di connettività diretta con PriceTravel Holding per i mercati dell’America Latina.
Che cosa prevede il piano di Mangia’s
Le direttrici indicate sono sei: riqualificazione degli asset esistenti, sviluppo di nuove destinazioni, espansione del modello di management company, partnership con brand internazionali, investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale, sviluppo delle risorse umane. Il posizionamento resta quello dei segmenti luxury e upper upscale, con un’idea di ospitalità italiana che Mangia descrive come qualità del tempo, personalizzazione e autenticità, più che ostentazione.
La quotazione in Borsa viene definita un’opzione strategica da valutare, non un obiettivo immediato: la priorità è l’esecuzione del piano industriale e il consolidamento del modello. Il progetto Costa Ragusa, sulla costa iblea, è il caso che il gruppo indica come sintesi della propria visione: un resort a cinque stelle da 105 camere e suite, un borgo di 434 residenze, spazi congressuali fino a 800 persone su 67 ettari, presentato in primavera come primo tassello del nuovo marchio di lusso del gruppo.
Perché il modello passa dalle partnership con i grandi marchi
Il percorso di Mangia’s negli ultimi anni è leggibile proprio attraverso le alleanze. Mangia’s Brucoli Resort, in Sicilia, è già affiliato a Marriott, e Mangia’s Sardinia Resort è entrato a luglio 2026 in Autograph Collection. È la stessa logica che vale per molti operatori italiani: tenere la proprietà e la gestione, appoggiarsi a un marchio globale per distribuzione, programmi fedeltà e riconoscibilità sui mercati lontani. Di come le catene internazionali stiano occupando il mercato italiano abbiamo scritto in Minor Hotels accelera in Italia: obiettivo 100 strutture entro il 2030; il caso Mangia’s mostra la risposta di un gruppo nazionale che sceglie di usare quei marchi invece di subirli.
L’accordo con PriceTravel Holding, annunciato il 15 settembre, va nella stessa direzione sul fronte commerciale: le dodici strutture siciliane e sarde del gruppo entrano nella rete del distributore messicano, che raggiunge oltre 16.000 agenzie affiliate e 28.000 agenti attivi, con un’attività wholesale che copre più di 180 mercati di origine. La connessione passa dai sistemi Ermes e Synxis, con gestione automatica di tariffe, disponibilità e prenotazioni. Il dato interessante è la scelta di un canale intermediato per aprire mercati dove la vendita diretta da sola non arriverebbe, in un momento in cui la distribuzione europea è concentrata come mai prima, come mostra il rapporto Hotrec raccontato in Booking ed Expedia valgono l’85,4% delle prenotazioni OTA in Europa.
Una catena alberghiera italiana come piattaforma integrata
La definizione che il gruppo usa per sé stesso è quella di piattaforma integrata: sviluppo immobiliare, gestione e posizionamento tenuti insieme. Il modello di management company, cioè la gestione di strutture di terzi, è la parte del piano che più cambia la natura dell’azienda, perché sposta il baricentro dal patrimonio alla competenza. È anche la strada che stanno percorrendo altri gruppi italiani, e che spiega il ritorno degli investimenti verso il riposizionamento di alberghi esistenti descritto in Riposizionamento, il nuovo motore degli investimenti alberghieri in Italia.
Il nodo, dichiarato dallo stesso Mangia, è l’identità. Un gruppo che cresce per destinazioni e per marchi terzi deve decidere quanto della propria cultura di servizio resta riconoscibile in una struttura in Toscana o in Portogallo. La risposta del piano è nelle risorse umane, indicate tra le sei direttrici: la scala, senza persone formate a un modo preciso di accogliere, produce solo metri quadri.
Che cosa dice questo piano a chi gestisce una struttura in Italia
Il mercato italiano è fatto in larga parte di alberghi indipendenti, e la crescita di operatori nazionali con ambizioni di scala cambia il contesto competitivo in due modi. Il primo è la domanda di strutture da gestire: un gruppo che si propone come management company cerca proprietari disposti ad affidare l’albergo, e questa è un’opzione in più per chi non ha un ricambio generazionale o non vuole affrontare da solo un riposizionamento. Il secondo è il livello dell’offerta nelle destinazioni leisure: dove arriva un operatore strutturato con marchi internazionali, il prezzo medio della destinazione tende a salire, e le strutture vicine devono decidere se inseguire quel posizionamento o distinguersi per altra via.
Resta da vedere quanto del piano si tradurrà in aperture e in che tempi: le indicazioni fornite sono direttrici, non un elenco di progetti con date. Ma il fatto che un gruppo del Sud, cresciuto nel villaggio e nel resort stagionale, dichiari di voler diventare un operatore nazionale di fascia alta con partnership globali dice qualcosa sulla maturità raggiunta dall’hôtellerie italiana. Fino a pochi anni fa il modello di riferimento erano soltanto i grandi gruppi esteri; oggi c’è chi prova a costruire in casa un’alternativa.
Fonti: GuidaViaggi, intervista a Marcello Mangia, 18 settembre 2026; comunicato Mangia’s Hotels & Resorts sull’accordo con PriceTravel Holding, ripreso da TTG Italia, 15 settembre 2026; Forbes Italia sul progetto Costa Ragusa, 27 aprile 2026.
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