Il fondo da 109 milioni per la transizione energetica e digitale delle imprese ricettive slitta ancora. Il decreto del 17 settembre non si limita a spostare la scadenza: cambia i criteri di punteggio e permette a chi ha già inviato la domanda di rifarla da capo. Un dettaglio che vale più della proroga.
Il bando Green Tour del Ministero del Turismo resta aperto fino alle 17 dell’8 ottobre 2026. La proroga arriva con il decreto direttoriale rep. n. 135 del 17 settembre e sposta in avanti un termine che era già stato allungato una prima volta a inizio mese. La parte che riguarda davvero chi gestisce un albergo, però, non è la data: sono i parametri della graduatoria, ritoccati per rendere il punteggio pieno più raggiungibile, e la facoltà di annullare una domanda già presentata per ricostruirla.
Che cosa prevede oggi il bando Green Tour
Il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo vale 109 milioni di euro: 59 milioni di contributo a fondo perduto e 50 milioni di finanziamento agevolato. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che riceve le domande sulla propria piattaforma. Lo sportello si era aperto il 15 luglio con chiusura al 15 settembre, spostata poi al 30 settembre e ora all’8 ottobre alle 17.
L’aggiornamento pubblicato dal Ministero il 18 settembre tocca tre punti. Il primo è la nuova scadenza. Il secondo riguarda i parametri 2 e 3 della graduatoria, modificati per rendere il punteggio massimo più accessibile. Il terzo consente di utilizzare, per i parametri da 4 a 7, i dati di bilancio consolidato di gruppo, oltre alla documentazione già ammessa in precedenza.
Perché la riapertura del 21 settembre conta più della proroga
Dalle 16 del 21 settembre chi ha già trasmesso la domanda può annullarla e ripresentarla attraverso la piattaforma dell’ente gestore, fino alla chiusura dell’8 ottobre. È una finestra tecnica che vale come una seconda possibilità: chi aveva costruito il progetto sui vecchi criteri di punteggio può rimetterlo in fila con i nuovi, e chi aveva compresso il piano per rientrare nella prima scadenza ha tre settimane per rivederlo.
Il punto è che nel bando Green Tour la graduatoria, con risorse definite, decide tutto. Un progetto ammissibile ma con punteggio basso rischia di restare fuori. Ritoccare i parametri a metà corsa significa che le posizioni già costruite non sono più quelle di prima. Chi ha presentato e non riapre il fascicolo accetta di essere valutato con una scala che nel frattempo è cambiata.
Chi può presentare domanda e con quali progetti
La platea è ampia. Rientrano le imprese turistiche di qualsiasi dimensione, comprese quelle di altri settori che ricavano dal turismo più della metà del fatturato, i proprietari di immobili turistici che operano in forma di impresa, le società estere con partita IVA italiana e le reti di impresa fino a cinque soggetti.
I programmi di investimento devono collocarsi tra 1 e 15 milioni di euro e concludersi entro diciotto mesi dalla concessione, in ogni caso non oltre il 30 settembre 2028. I lavori non possono iniziare prima della presentazione della domanda, vincolo che esclude di far rientrare nel perimetro cantieri già avviati.
La soglia minima di un milione dice a chi si rivolge davvero questa misura: non alla piccola struttura che vuole sostituire la caldaia, ma a chi sta pianificando una riqualificazione profonda dell’immobile, magari inserita in un ciclo di rinnovo già messo a budget.
Quali interventi finanzia il fondo
Gli interventi cosiddetti trainanti devono pesare almeno il 51 per cento del valore del progetto e riguardano l’involucro e l’energia: isolamento termico, sostituzione dei serramenti, pareti ventilate, generatori ad alta efficienza, fotovoltaico, solare termico, geotermia, pompe di calore. Accanto a questi si possono inserire interventi trainati di digitalizzazione, automazione, monitoraggio dei consumi e miglioramento dei profili ESG.
L’intensità dell’aiuto parte dal 30 per cento delle spese ammissibili per l’efficienza energetica, con maggiorazioni fino a venti punti per le piccole imprese e dieci per le medie. Sui progetti di produzione da fonti rinnovabili si arriva al 65 per cento per le piccole e al 55 per cento per le medie. Sono percentuali che spostano il conto economico di un intervento, non un contributo simbolico.
Su questo terreno il settore si muove già da tempo per conto proprio: il tema della sostenibilità come leva di posizionamento in hotellerie ha smesso da un pezzo di essere una voce di immagine ed è entrato nelle valutazioni di chi acquista e di chi finanzia.
Diciotto giorni per decidere se muoversi
Restano meno di tre settimane. Per chi non ha ancora presentato, il tempo utile è quello di un progetto già istruito: perizia energetica, preventivi, piano finanziario, delibera bancaria per la quota di finanziamento agevolato. Difficile costruirlo da zero entro l’8 ottobre, possibile completarlo se il dossier era già sul tavolo.
Per chi ha presentato, la domanda è un’altra: conviene annullare e rifare? La risposta dipende da quanto i parametri 2 e 3 pesavano nel punteggio ottenuto e dalla possibilità di valorizzare i dati consolidati di gruppo. Vale la pena farsi rifare il calcolo da chi ha seguito la pratica, prima di lasciare le cose come stanno.
In entrambi i casi la scadenza del bando Green Tour va trattata come una data di cantiere, non come una formalità amministrativa. Chi segue con continuità bandi e contributi per le imprese ricettive sa che le finestre di questo tipo si chiudono in fretta e riaprono di rado con le stesse condizioni.
Fonti: Ministero del Turismo, aggiornamento avviso Green Tour del 18 settembre 2026 e decreto direttoriale rep. n. 135 del 17 settembre 2026; decreto attuativo n. 96263 del 18 giugno 2026; Invitalia, piattaforma di presentazione delle domande; Assoturismo Confesercenti, comunicazione sulla proroga dei termini.
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