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Nuovo hotel a Venezia, gondole e acqua della laguna veneziana

Venezia, apre al Tronchetto il nuovo hotel da 406 camere

Venezia, apre al Tronchetto il nuovo hotel da 406 camere

Quattrocentosei camere e ottocentoquaranta posti letto su un’isola che finora era soprattutto un parcheggio. L’apertura del Tronchetto sposta un pezzo di capacità ricettiva veneziana fuori dal centro storico e porta in laguna un modello di albergo pensato per volumi, gruppi e clientela business.

Il nuovo hotel a Venezia inaugurato al Tronchetto porta la firma di B&B Hotels ed è, con 406 camere e 840 posti letto, la struttura più grande del gruppo a livello mondiale e il più capiente albergo della città. Due edifici, 15.576 metri quadrati di superficie, 46.000 metri cubi di volume e 226 posti auto: numeri che a Venezia non si erano più visti da tempo in un’unica operazione alberghiera.

Che cosa porta il nuovo hotel a Venezia sul mercato cittadino

L’immobile è di proprietà di Batipart Europe attraverso il fondo Lagune Pasithea, gestito da Blue SGR. L’investimento annunciato all’avvio del progetto, nel 2022, era di 85 milioni di euro. B&B Hotels entra come operatore, in una formula che separa la proprietà immobiliare dalla gestione alberghiera ed è ormai lo standard con cui i capitali internazionali guardano all’Italia.

La destinazione d’uso è dichiarata: business travel e MICE valgono il 45 per cento del fatturato del gruppo, e la struttura ha una sala riunioni fino a settanta persone, tre punti di ristorazione affacciati sulla laguna e un rooftop con programmazione serale. Non è un albergo costruito sul turista che passa due notti in centro, ma su flussi che a Venezia esistono e che finora si distribuivano tra Mestre, Marghera e la terraferma.

Un cantiere in legno chiuso in due anni e mezzo

La parte tecnica è forse la più interessante per chi ragiona su tempi e costi di un rinnovo. L’edificio è stato realizzato in due anni e mezzo con sistema costruttivo XLAM, circa cinquecento pannelli in legno lamellare a strati incrociati, e con bagni prefabbricati assemblati fuori opera e poi montati in cantiere.

La prefabbricazione spiega la velocità: in un contesto lagunare, dove la logistica di cantiere è un costo in sé, ridurre le lavorazioni in loco significa ridurre i mesi. Sul fronte energetico l’impianto fotovoltaico da 223,50 kWp copre quasi interamente i consumi della struttura, scelta che oggi pesa sia in bolletta sia nelle valutazioni di chi finanzia, come mostra la corsa in atto sui bandi per l’efficientamento delle imprese ricettive.

Il linguaggio architettonico resta riconoscibile: riflessi dell’acqua, toni caldi del cotto, vetro e mattone. Una scelta che evita l’anonimato della catena economica senza cadere nella citazione folkloristica, e che dice qualcosa su come i gruppi internazionali stiano imparando a lavorare sull’identità dei luoghi.

Perché il Tronchetto e non il centro storico

La localizzazione non è un ripiego. Il Tronchetto è il punto di ingresso automobilistico della città, collegato al centro dal people mover, ed è uno dei pochi luoghi veneziani dove un volume di questa scala poteva materialmente essere costruito. Nel centro storico un albergo da 406 camere oggi è semplicemente impensabile, tra vincoli, disponibilità di immobili e clima politico sulla pressione turistica.

Il tema si lega a quello che sta accadendo in altre città d’arte, dove le amministrazioni stanno stringendo sugli usi ricettivi diffusi: il tetto del 30 per cento per palazzo introdotto a Napoli è l’esempio più recente. Quando il centro si chiude, la capacità nuova si costruisce ai margini, e i margini diventano competitivi.

Una catena che punta ai numeri, non alla vetrina

B&B Hotels dichiara l’obiettivo di superare le cento strutture in Italia e di arrivare a centocinquanta entro il 2030, con un potenziale di lungo periodo indicato in trecento indirizzi. È una strategia di densità: presidiare molte piazze con un prodotto standardizzato e riconoscibile, più che inseguire il singolo trofeo immobiliare.

Va nella direzione opposta, per logica, ai grandi flussi di investimento alberghiero che in Europa premiano ancora il segmento alto, e si incrocia invece con il tentativo, tutto italiano, di costruire catene nazionali di scala. Due modi diversi di arrivare allo stesso risultato: massa critica.

Il conto che interessa agli albergatori veneziani

Ottocentoquaranta posti letto in più su una piazza matura non sono neutrali. Nel breve periodo pesano sulle tariffe dei segmenti che quella struttura intercetta: gruppi, corporate, soggiorni brevi con auto al seguito. Nel medio periodo il nuovo hotel a Venezia può però spostare a favore della città domanda che oggi dorme in terraferma, e quella è una partita che si gioca sui servizi e sull’accessibilità, non sul prezzo.

Per chi gestisce una struttura in laguna la domanda operativa è una sola: quale quota del proprio mix di clientela è replicabile da un prodotto di questo tipo e quale no. Una camera in centro storico, con affaccio e servizio personale, vende qualcosa che 406 camere al Tronchetto non possono offrire. Ma un gruppo da quaranta persone in bassa stagione sì, e su quello il confronto diventa immediato.

Conviene guardare i prossimi sei mesi come una finestra di osservazione: come si posiziona la nuova struttura sui canali, quali segmenti aggredisce per primi, come reagisce la terraferma. Da lì si capisce se il nuovo hotel a Venezia allarga il mercato o se ne ridistribuisce una parte.

Fonti: comunicazione aziendale B&B Hotels sull’apertura del B&B Hotel Venezia Laguna, 18 settembre 2026; Travel Quotidiano; TTG Italia; Missionline; Pambianco Hotellerie per i dati sull’investimento annunciato nel 2022.

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