Dal 19 al 21 ottobre BolognaFiere ospita HIP Italia, un nuovo appuntamento dedicato all’innovazione nell’ospitalità. Martedì 20 modererò un confronto tra tre protagonisti dell’hôtellerie. E sul palco porterò anche le domande e le riflessioni nate dalla nostra community LinkedIn.
Un hotel può cambiare tutto e non evolversi affatto.
Può acquistare nuove tecnologie, rinnovare le camere, modificare le tariffe, automatizzare il check-in, investire in comunicazione. Eppure continuare a prendere decisioni senza una direzione precisa.
Perché cambiare è spesso una necessità. Evolvere, invece, richiede una visione.
È una distinzione sulla quale rifletto da tempo, osservando il nostro settore, confrontandomi con albergatori e manager e raccogliendo esperienze attraverso Hospitality Business Magazine Italia e la nostra rete di professionisti.
Ed è proprio da qui che partirà il confronto che avrò il piacere di moderare martedì 20 ottobre a HIP Italia, a Bologna.
HIP Italia: un nuovo appuntamento per guardare avanti
Dal 19 al 21 ottobre, BolognaFiere ospiterà la prima edizione italiana di HIP – Horeca Professional Expo.
Il format arriva in Italia con un’impostazione che trovo interessante: riunire esposizione, innovazione, formazione e confronto tra professionisti in un unico appuntamento.
Gli organizzatori annunciano oltre 10.000 professionisti attesi, più di 220 brand espositori e un programma congressuale che coinvolgerà oltre 400 esperti internazionali.
Numeri significativi per un debutto.
Ma, come spesso ripeto, i numeri di una manifestazione raccontano soltanto una parte della storia. L’altra parte è fatta di idee, incontri, esperienze e soprattutto di ciò che ciascuno riesce a riportare nella propria impresa.
All’interno di HIP si svolgerà Hospitality 4.0 Congress, con oltre 20 summit tematici e più di 120 sessioni dedicate alle trasformazioni del mondo HoReCa.
Tecnologia, intelligenza artificiale, revenue management, organizzazione, gestione dei talenti, nuovi modelli di business.
Argomenti importanti, certamente. Ma la domanda che mi interessa è un’altra: quanto di tutto questo sta cambiando davvero il modo di fare impresa alberghiera?
Tre albergatori, tre visioni, una sfida comune
Martedì 20 ottobre, dalle 11:30 alle 12:00, nel Main Auditorium KNORR PROFESSIONAL & HELLMANN’S, modererò la tavola rotonda di Hotel Trends:
«L’hotel si evolve. La visione fa la differenza»
Con me ci saranno tre professionisti che rappresentano prospettive differenti sul presente e sul futuro dell’ospitalità.
Claudio Lavagna, CEO di LVG Group, porterà l’esperienza di una realtà impegnata in un percorso di crescita e sviluppo alberghiero. Un punto di osservazione particolarmente interessante per ragionare su come un’organizzazione possa aumentare le proprie dimensioni mantenendo qualità, coerenza e capacità di gestione.
Francesca Torricella, Managing Director di 21 House of Stories, rappresenta un approccio che supera i confini tradizionali dell’hotel, integrando ospitalità, lavoro, ristorazione e vita sociale. Un modello che invita a riflettere su come stiano cambiando le esigenze degli ospiti e il rapporto tra struttura ricettiva, città e comunità.
Giovanni Trombetti, albergatore di terza generazione e presidente di Federalberghi Bologna, offrirà la prospettiva di chi conosce il valore della continuità imprenditoriale e, allo stesso tempo, la necessità di adattarsi a un mercato profondamente diverso da quello di pochi anni fa.
Tre punti di partenza differenti.
E proprio per questo un confronto che promette di essere interessante.
Non cercheremo una ricetta universale per l’hotel del futuro. Vorrei piuttosto far emergere quali decisioni contano davvero, quali errori hanno insegnato qualcosa e quali convinzioni sia arrivato il momento di rimettere in discussione.
Trenta minuti, senza presentazioni commerciali, per ascoltare esperienze concrete.
La domanda che ho portato su LinkedIn
Nei giorni scorsi ho aperto una conversazione sul mio profilo LinkedIn partendo da una domanda apparentemente semplice:
«Quante delle scelte che hai fatto quest’anno le avresti fatte anche cinque anni fa?»
Le risposte sono state numerose e, soprattutto, interessanti.
Albergatori, manager, consulenti e professionisti hanno affrontato il tema da prospettive diverse, mettendo in evidenza quanto sia cambiato il contesto nel quale si prendono le decisioni.
C’è chi ha sottolineato il ruolo crescente dei dati e delle tecnologie, chi ha richiamato l’importanza di processi organizzativi più efficienti, chi ha messo al centro le persone e chi ha ricordato che l’identità di una struttura resta fondamentale per distinguersi.
Sono emerse anche riflessioni sul valore economico di un’impresa alberghiera, sulla necessità di disporre di informazioni affidabili e sulla distanza che talvolta separa le strategie della direzione dall’esperienza quotidiana dell’ospite.
Ed è proprio quest’ultimo punto che mi ha colpito.
Una visione può essere brillante sulla carta. Ma quanto ne arriva davvero a chi lavora ogni giorno al ricevimento, in sala, ai piani o nel rapporto diretto con il cliente?
Possiamo investire in software sofisticati, sviluppare strategie di posizionamento e progettare nuovi servizi. Ma se le persone non comprendono la direzione, o non sono messe nelle condizioni di contribuire, il cambiamento rischia di fermarsi prima di arrivare all’ospite.
La tecnologia può aiutare. L’organizzazione può rendere più efficiente il lavoro. I dati possono migliorare le decisioni.
Ma serve qualcuno capace di collegare questi elementi e trasformarli in un progetto riconoscibile.
È anche questo, secondo me, il significato della visione imprenditoriale.
Chi desidera leggere gli interventi e partecipare alla conversazione trova qui il nostro tavolo di confronto:
L’hotel sta già cambiando: la discussione su LinkedIn
Il valore di una fiera non finisce nei padiglioni
Arrivo a Bologna dopo le giornate trascorse a Rimini tra Hospitality Day e TTG Travel Experience.
Due appuntamenti che mi hanno ricordato, ancora una volta, quanto sia prezioso incontrare di persona chi lavora nel nostro settore.
Ascoltare un’esperienza raccontata da chi l’ha vissuta, confrontare idee, scoprire punti di vista diversi: sono occasioni che difficilmente si possono sostituire.
E questo è uno degli aspetti che apprezzo maggiormente anche di LinkedIn.
Le conversazioni iniziano online, coinvolgono persone con esperienze e ruoli differenti e, quando si presenta l’occasione, continuano dal vivo.
Non considero questi due mondi separati.
Al contrario, credo che il valore aumenti proprio quando riescono a incontrarsi.
Per questo mi piacerebbe ritrovare a Bologna anche alcuni dei professionisti che stanno contribuendo alle nostre discussioni.
Non soltanto per assistere a un panel, ma per continuare a conoscerci, confrontarci e condividere esperienze.
Ci vediamo a Bologna?
Se lavorate nell’ospitalità e volete approfondire i cambiamenti che stanno interessando il settore, HIP Italia può rappresentare una buona occasione per dedicare tempo all’aggiornamento e al confronto.
Il mio appuntamento è martedì 20 ottobre, alle 11:30, nel Main Auditorium di BolognaFiere.
Sarò sul palco insieme a Claudio Lavagna, Francesca Torricella e Giovanni Trombetti per parlare di scelte, modelli di business, persone e futuro dell’hôtellerie.
Per chi desidera partecipare, ho a disposizione la possibilità di accedere a pass con il 50% di sconto.
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Per le indicazioni relative all’agevolazione, potete contattarmi direttamente.
E se avete già deciso di esserci, scrivetemi un messaggio su LinkedIn: mi farà davvero piacere saperlo e trovare il modo di salutarci di persona.
Magari davanti a un caffè, tra un incontro e l’altro.
Perché possiamo parlare di intelligenza artificiale, automazione e nuovi modelli di business quanto vogliamo.
Ma continuo a pensare che alcune delle idee migliori nascano ancora da una buona conversazione.
Ci vediamo a Bologna.
Stefano Regine
Editore di Hospitality Business Magazine Italia
Autore di Dentro l’Hospitality
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