Via libera a nuovi interventi ricettivi tra Giudecca e centro storico. La città sperimenta un equilibrio complesso tra rigenerazione urbana e pressione turistica.
A Venezia, il rapporto tra turismo e città torna al centro del dibattito pubblico. L’approvazione, da parte del Consiglio comunale, di una serie di provvedimenti urbanistici che autorizzano nuove camere d’albergo e ampliamenti di strutture esistenti riapre una questione strutturale: come far evolvere l’offerta ricettiva senza compromettere la residenzialità e l’identità urbana. (Fonte: stampa locale veneziana).
Il progetto più rilevante riguarda la riqualificazione dell’area ex Scalera–Trevisan alla Giudecca, un comparto industriale dismesso da decenni. L’intervento, promosso dalla proprietà dell’Hotel Molino Stucky, punta a completare una pianificazione rimasta incompiuta, attraverso un mix di funzioni ricettive, residenziali e spazi pubblici. Il risultato sarà un ampliamento dell’offerta alberghiera, accompagnato dalla creazione di alloggi, parte dei quali destinati al Comune e parte riservati ai dipendenti della struttura, con vincoli stringenti sull’uso turistico nel medio periodo.
Accanto al progetto della Giudecca, il Consiglio ha autorizzato anche una serie di ampliamenti e riconversioni per undici hotel nel centro storico, in coerenza con il quadro normativo introdotto dalla cosiddetta “blocca-alberghi”. Interventi puntuali, di dimensioni contenute, che secondo l’amministrazione non aumentano in modo significativo la pressione ricettiva, ma mirano piuttosto a migliorare la qualità delle strutture esistenti, spesso attraverso una riorganizzazione degli spazi interni.
Il contesto resta però delicato. I dati comunali indicano come, negli ultimi anni, l’offerta alberghiera nel centro storico sia rimasta stabile, mentre è cresciuta in modo consistente quella extralberghiera. Un fenomeno che alimenta tensioni sociali e preoccupazioni sulla perdita di residenza stabile, rendendo ogni nuovo intervento oggetto di attenzione e contestazione. Non a caso, il dibattito consiliare si è svolto in un clima acceso, con una forte partecipazione civica.
Il caso veneziano mostra come lo sviluppo alberghiero non sia più solo una questione di mercato, ma di governance urbana. La sfida non è aggiungere camere, ma decidere che tipo di città Venezia vuole essere. Un laboratorio complesso, osservato da tutto il sistema dell’ospitalità italiana.