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Borgo sulla costa, la promozione turistica Calabria punta sui mercati esteri

Calabria Mondo, 95 milioni per la promozione turistica

Calabria Mondo, 95 milioni per la promozione turistica

La Regione ha messo in pre-informazione un accordo quadro da 95 milioni per portare il brand Calabria Straordinaria sui mercati italiani ed esteri. È una cifra che cambia la scala del lavoro di destinazione e che, prima o poi, arriva sul conto economico delle strutture.

La promozione turistica della Calabria vale 95 milioni di euro oltre IVA. È il massimale dell’accordo quadro chiamato Calabria Mondo, pubblicato dalla Regione in avviso di pre-informazione, con il bando vero e proprio e le scadenze ancora da diffondere.

Il salto rispetto alla tornata precedente è netto: l’importo raddoppia abbondantemente quello dell’ultimo programma regionale di marketing territoriale, fermo a 47 milioni.

Che cosa prevede il piano Calabria Mondo

L’obiettivo dichiarato è rafforzare il posizionamento del brand Calabria Straordinaria e allargare la platea dei visitatori, con campagne a forte componente digitale. La durata prevista è di 36 mesi, prorogabili fino a ulteriori 12 se il massimale non viene esaurito.

Non si tratta quindi di una campagna singola, ma di un contenitore triennale dentro cui la Regione potrà ordinare attività diverse a uno o più operatori selezionati.

Le candidature passeranno dalla piattaforma regionale SISGAP.

Come sono divisi i 95 milioni fra Italia, Europa e lungo raggio

La ripartizione dice molto della strategia. Il lotto dedicato all’Italia vale 40 milioni, quello europeo 50 milioni, quello intercontinentale 5 milioni.

Il peso maggiore va quindi all’Europa, cioè ai mercati di prossimità che possono riempire le spalle di stagione e non solo le settimane centrali di agosto. Il lungo raggio resta una quota di presidio, coerente con la capacità aeroportuale attuale della regione.

Per una destinazione che ha costruito quasi tutto sul mercato domestico, è un cambio di baricentro dichiarato.

Perché la promozione turistica di una regione interessa agli albergatori

La promozione turistica finanziata da una Regione non produce prenotazioni dirette. Produce notorietà, traffico e, quando è fatta bene, una domanda che arriva già informata e meno sensibile al prezzo.

Il punto, per chi gestisce una struttura, è capire su quali mercati e su quali mesi quella spinta verrà concentrata, perché è lì che conviene allineare tariffe, lingue del sito, canali di distribuzione e accordi con i tour operator.

Il legame fra investimento pubblico sul territorio e ricavi delle imprese è misurabile, e il settore ha iniziato a farlo: l’indice elaborato da Isnart, per esempio, prova a quantificare quanto vale il turismo degli eventi per un territorio. Lo stesso ragionamento si applica alle campagne di marketing territoriale.

Chi può partecipare e con quali requisiti

L’avviso fissa una soglia di esperienza: almeno tre campagne di marketing territoriale realizzate negli ultimi dieci anni, di cui una di valore non inferiore a 400.000 euro.

È un filtro che restringe il campo alle agenzie strutturate e ai raggruppamenti, e che sposta la partita su chi ha già lavorato con enti pubblici e destinazioni.

Per le imprese locali del settore, la strada realistica è quella della partnership dentro un raggruppamento, non della candidatura solitaria.

Il confronto con le altre regioni

La Calabria non è sola in questa direzione. Altre regioni hanno scelto di legare la promozione alla connettività aerea e a partner internazionali: l’Emilia-Romagna, per esempio, ha costruito un’operazione con un vettore del Golfo per farsi vedere sui mercati lontani.

La differenza la fa la continuità. Una campagna isolata si disperde, un programma triennale può costruire memoria di marca. È proprio questo il senso dell’accordo quadro scelto dalla Regione.

Il nodo dei collegamenti aerei

Attorno al bando si muove un secondo dossier, quello della connettività. La discussione regionale lega da tempo la promozione turistica alla capacità degli scali calabresi di portare passeggeri stranieri, perché una campagna che funziona senza posti volo disponibili produce frustrazione e non arrivi.

È la partita che in questi anni ha già cambiato il profilo di altre destinazioni del Sud: prima il collegamento, poi il marketing territoriale, non il contrario.

Per gli operatori significa guardare i due fronti insieme, perché è dall’incrocio fra nuove rotte e campagne sui mercati che nasce la domanda effettivamente prenotabile.

Che cosa può cambiare per chi gestisce una struttura in Calabria

La prima cosa da fare è banale e quasi nessuno la fa: leggere il bando quando esce, per capire quali mercati verranno lavorati e con quale calendario. Quella informazione vale più di molte analisi di mercato acquistate.

La seconda è prepararsi alla domanda che arriva da fuori. Un mercato europeo pretende un sito tradotto davvero, tempi di risposta rapidi, politiche di cancellazione leggibili e una presenza sui canali che quel mercato usa.

La terza riguarda le spalle di stagione. Se la spinta promozionale punta su primavera e autunno, tenere aperto qualche settimana in più smette di essere una scommessa e diventa una scelta commerciale sostenibile, a patto di costruirla per tempo con il personale e con i fornitori.

Vale anche il contrario: senza una promozione turistica continuativa, anche una nuova rotta rischia di restare vuota dopo i primi mesi. I due strumenti reggono solo insieme.

Novantacinque milioni sono una cifra importante per una regione di queste dimensioni. Quanto se ne vedrà sul conto economico delle strutture dipenderà da come la Regione userà il contenitore e da quanto le imprese saranno pronte a intercettare la domanda che ne deriva.

Fonti: Regione Calabria, avviso di pre-informazione per l’accordo quadro Calabria Mondo; Corriere della Calabria, 14 agosto 2026; LaC News24, settembre 2026; Hotellerie Pambianconews, 22 settembre 2026.

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